Oggi, come molti di voi sanno, ricordiamo san Giovanni Maria Vianney, noto come il santo curato d’Ars, proclamato da Pio XI nel 1929 patrono di tutti i parroci del mondo.Vi spedisco alcuni suoi pensieri. Li ha messi in evidenza papa Benedetto nella Lettera donata ai sacerdoti nel 2009. Papa Ratzinger sottolineava “la grandezza del dono e del compito affidati a una creatura umana”.«Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina”. Oh come il prete è grande! …Se egli si comprendesse, morirebbe… Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia …Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote… Dopo Dio, il sacerdote è tutto! …Lui stesso non si capirà bene che in cielo».Credo che non ci siano parole capaci di esprimere un commento adeguato. Mi limito a chiedere la vostra preghiera per noi sacerdoti. Io per 17 anni sono stato sacerdote, ma non parroco, e vi garantisco che non c’è assolutamente paragone tra il vivere il ministero sacerdotale da parroco o senza questa altissima missione. Certamente è importante la perseveranza nel sacerdozio (io tremo al pensiero di coloro che tradiscono gli impegni presi; così come resto del parere che la violazione degli impegni presi il giorno del matrimonio siano mancanze gravissime), ma io temo sempre la mediocrità, che purtroppo può coesistere con una perseveranza meramente esteriore. Penso spesso al fratello del figliuol prodigo. Era, sì, rimasto a casa, ma senza una vera unione col padre e col fratello. Lavorava, sì, ma senza umiltà e senza gioia. Sono tanti gli aspetti importanti della vita del sacerdote, ma credo che si possano sintetizzare in pochi punti: preghiera, carità e molto studio. Come io non mi rivolgerei mai a un medico ignorante o anche poco aggiornato, così sono certo che sacerdoti che non dedicano ore ogni giorno allo studio e alla preghiera costituiscano un vero pericolo per la Chiesa. Ovviamente deve essere sempre uno studio caratterizzato dall’unione con Dio, dall’orazione e dalla fedeltà al vero Magistero della Chiesa. Affido queste intenzioni alla vostra preghiera, con infinita gratitudine.