Pensiero serale 04-09-2025

Anche oggi vi propongo il commento di padre Vanhoye alle letture della s. Messa del giorno (Col 1,9-14; Lc 5,1-11).

«Per Pietro l’episodio della pesca miracolosa segna un nuovo inizio, dopo il suo primo incontro con Gesù. “Gesù disse a Simone: Non temere d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.

Per noi cristiani, ogni nuovo giorno è un nuovo inizio. Dobbiamo essere sempre a disposizione del Signore e ripartire ogni giorno della sua Parola. Tutti i giorni ci sembrano uguali; in realtà, nella nostra routine quotidiana, c’è sempre la novità della parola di Dio, che ci dà la luce per vivere bene la nostra giornata; ci dà la forza e la fiducia che, appoggiandoci a essa, la nostra giornata sarà fruttuosa per noi e, in modo implicito, anche per tutto il mondo.

Fidandosi della parola di Gesù, gli apostoli gettano di nuovo le reti, e prendono una quantità enorme di pesci, tanto che le reti quasi si rompono. Viviamo anche noi ogni giorno così, lasciando che il nostro lavoro sia reso spiritualmente fecondo dalla potenza della parola di Dio. Noi non ne vedremo sempre i frutti, ma la fede ci assicura che nel Signore nulla va perduto.

Nella prima lettura, Paolo ci esorta a comportarci “in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio”. Poi ci invita a ringraziare il Padre per essere stati “resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della gloria di Dio, per essere perseveranti e magnanimi in tutto”. Nella semplicità della vita quotidiana, sotto le apparenze ordinarie della vita di ogni uomo, opera sempre “la potenza della gloria di Dio”. Perciò dobbiamo essere attenti e vigilanti per non lasciarla agire invano e, d’altra parte, per darne testimonianza con il nostro comportamento» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola, volume III – Tempo ordinario/2, Edizioni AdP, Roma 2015, pp. 110-111).

A me pare che padre Vanhoye ripeta spesso la parola “nuovo”. Credo che anche ciò si colleghi con la virtù della speranza. Se non progrediamo in questa virtù teologale, le giornate ci sembrano tutte uguali, viviamo una forma di prostrazione, di apatia, di rassegnazione, di noia, magari addossando ogni colpa alla società, agli altri, ai tempi che cambiano. Invece, se davvero ci fondiamo sulla Parola di Dio, facciamo l’esperienza di una onnipotente forza di rinnovamento. È di importanza fondamentale non fermarsi alle apparenze. Vi segnalo, infatti, due frasi del biblista: “Noi non ne vedremo sempre i frutti” e “sotto le apparenze ordinarie della vita di ogni uomo”.

La fede è la fonte, la base della speranza (vi prego di meditare Eb 11,1) e tutto ciò dovrà poi esprimersi nella carità. Senza fede e speranza, la carità è impossibile!