Questa non è una domenica “normale”, ma è la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Vi dono alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito.
«Chi abbraccia la croce pare che non soffra nulla, e chi la fugge, vive in perpetue angustie e lamenti. Prendi in pace la croce; che se la porterai volentieri, essa porterà te» (Elena Guerra).
«Ama con semplicità e con perseveranza. Ricorda: nella rinnegazione di sé si formano le anime grandi» (San Pio da Pietrelcina).
La croce senza la risurrezione è cieca; la risurrezione senza la croce è vuota.
«Se in questo mondo non ci fossero le croci, non ci sarebbe di che meritarsi il Paradiso. Le croci, sia interiori che esteriori, sono indispensabili. L’essenza dell’amore scambievole non consiste nel fatto che nessuno ci rechi dispiaceri ma che impariamo a perdonarci l’un l’altro in modo sempre più perfetto. Rimaniamo certi che Dio permette ogni cosa in vista di un bene maggiore» (San Massimiliano Kolbe).
Forse questa piccola meditazione /esortazione è la più impegnativa.
«Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo. Non potremmo, infatti, dare in cambio un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell’imitazione del Cristo, che “patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme” (1 Pt 2,21). Con questa frase sembra quasi che l’apostolo Pietro abbia voluto dire che Cristo patì solamente per coloro che seguono le sue orme, e che la passione di Cristo giova solo a coloro che lo seguono» (S. AGOSTINO, Discorso 304, 14).
È l’occasione preziosa per riflettere sul nucleo centrale della nostra fede. Forse è anche l’occasione per cambiare qualcosa nella nostra vita, nel nostro modo di pensare. Credo soprattutto che meditare su questo immenso mistero ci aiuti a vivere davvero da uomini nuovi (espressione cara a san Paolo). Vi raccomando con tutto il cuore di pregare a lungo su ognuna di esse, magari dinanzi a un Crocifisso o dinanzi all’Eucaristia.