Restando un po’ su ciò che ho scritto ieri, se l’amore è semplicemente un sentimento spontaneo, che significa che Dio è Amore e che è morto e risorto per Amore, perché anche noi potessimo amare come Lui e in Lui? Se io amo solo in modo spontaneo, affermo semplicemente che per me Gesù è morto e risorto “inutilmente”.In tutto, in particolare sull’amore, andiamo alla scuola della Vergine Maria. Quando, dicendo sì il giorno dell’Annunciazione, prendeva una decisione che inevitabilmente coinvolgeva enormemente anche il suo sposo Giuseppe, fu spontanea? Fu libera? Fu obbediente? Fu costretta? E la Grazia che ruolo ebbe in quell’occasione come in tutta la sua vita? E nel mio modo di amare, la Grazia c’entra oppure no?Sempre sulla Vergine Maria (e sull’immenso mistero dell’Incarnazione) in questi giorni ho letto un pensiero stupendo. Eccolo.«Colui che siede sui Cherubini (cfr. Sal 80, 2), ora è portato dalle braccia di una donna; colui che tutto il mondo non può contenere, Maria sola lo stringe nelle braccia; colui che i Troni e le Dominazioni temono, è nutrito da una fanciulla; colui che regna nei secoli dei secoli, eccolo seduto sulle ginocchia di una vergine; colui che fa della terra lo sgabello dei suoi piedi (cfr. Is 66, 1), ora la calpesta con i suoi piedi di bambino» (Dai «Discorsi» di sant’Efrem Siro, diacono).