Pensiero serale 15-07-2025

Ringrazio alcuni di voi, che mi esprimono anche dubbi e interrogativi. Così sono aiutato a rendere forse più chiaro ciò che può sembrare un po’ oscuro e ambiguo. Don Fabio, come buona parte della Chiesa attuale, ha una vera e propria forma di allergia verso la teologia morale e anche verso la legge morale, ovviamente. In realtà nel Vangelo di domenica scorsa sono presentati i limiti della legge a causa della cattiva testimonianza del sacerdote e del levita (cfr. Lc 10,31-32). Pensiamo anche a Gv 8,2-11 (episodio dell’adultera che stava per essere lapidata). Già stasera, nella mia parrocchia, festeggiamo la Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e la II lettura (Gal 4, 4-7), anche se in pochissime parole, sottolinea ancora il limite della legge. Tale limite lo vediamo ogni volta che Gesù rimprovera i farisei (soprattutto Mt 23,1-32). Vi ricordo anche Mt 19,16-22. Spero che almeno qualcuno abbia il tempo, il desiderio e l’Amore per meditare bene questi passi. In realtà, a questo tema dedico quasi tutto il mio Manuale. Mi limito a segnalare il § 8 del capitolo VIII, pp. 373-374. In estrema sintesi, la legge morale è certamente un dono di Dio, ma ci salva Gesù morendo in croce e risorgendo, non certamente il decalogo. Inoltre, Gesù ci chiama a crescere nella carità e non solo a non commettere violazioni della legge. Soprattutto io ogni giorno non devo vedere solo se commetto peccati veniali o mortali (ricorderete che poche settimane fa mi sono soffermato sull’esame di coscienza), ma se sono costantemente guidato dallo Spirito Santo, che è la nuova legge del Nuovo Testamento (§ 9 sempre del capitolo VIII, pp. 374-375). Domani vorrei continuare ancora a riflettere sulla medesima parabola e vi ringrazio sempre per i suggerimenti e le osservazioni che mi donate. Restiamo uniti nella preghiera reciproca. Preghiamo per i fratelli che soffrono e per coloro che hanno urgente bisogno di convertirsi.