Pensiero serale 28-08-2025

Sapete che oggi ricordiamo sant’Agostino. Non so chi ha mai raggiunto il suo livello di incontro con Dio e di contemplazione. È stato un uomo di un’intelligenza e di una spiritualità del tutto eccezionali. Certamente egli ha conosciuto dubbio, confusione, fragilità e peccato, ma sono assolutamente sicuro che la preghiera, che stasera vi spedisco, è esclusivamente opera dello Spirito Santo (che, tra l’altro, era al centro della preghiera che vi ho spedito ieri). Vi confido che leggendo e rileggendo la preghiera di stasera, mi sono commosso, pensando ai doni con cui il Signore ha colmato il cuore e la mente di sant’Agostino. Auguro a me e a voi di fare un’esperienza sempre più forte dell’amore, della misericordia e della luce di Dio.

«O Dio, dal quale allontanarsi è cadere, verso cui voltarsi è risorgere, nel quale rimanere è avere sicurezza; o Dio, dal quale uscire è morire, al quale avviarsi è tornare a vivere, nel quale abitare è vivere; o Dio, che non si smarrisce se non si è ingannati, che non si cerca se non si è chiamati, che non si trova se non si è purificati; o Dio, che abbandonare è andare in rovina, a cui tendere è amare, che vedere è possedere; o Dio, al quale ci stimola la fede, ci innalza la speranza, ci unisce la carità. Ascoltami, ascoltami, mio Dio, mio Signore, mio re, padre mio e mio creatore, mia speranza, mia realtà, mio onore, casa mia, patria mia, salvezza mia, mia luce, mia vita. Ormai io te solo amo, te solo seguo, te solo cerco» (AGOSTINO D’IPPONA, Soliloqui I, 1).