Pensiero serale 29-08-2025

Oggi ricordiamo san Giovanni Battista. È una “memoria” che suscita in me tanti interrogativi. Anzitutto perché i vari Gianni e Giovanni (anche al femminile, ovviamente) festeggiano il loro onomastico il 24 giugno e non oggi? Certo, la nascita di san Giovanni la ricordiamo il 24 giugno, ma anche il suo martirio che appunto ricordiamo oggi, mi sembra molto importante. Inoltre normalmente si afferma che Giovanni non sia morto per Gesù, nel senso che Erode non gli aveva detto: “O rinneghi Gesù o ti faccio uccidere” (vi invito a meditare la II Lettura dell’Ufficio delle Letture di oggi, un’omelia molto bella di san Beda, il venerabile): infatti, il 26 dicembre festeggiamo il primo martire che è santo Stefano.Inoltre, mi colpisce sempre il buio terribile sofferto da Giovanni e narrato nel Vangelo di Luca (7, 18-23). Su questo enorme argomento conto di soffermarmi domani.È bene anche riflettere sul dramma vissuto dalla Vergine Maria, che aveva ovviamente capito che Giovanni era precursore di suo Figlio e, quindi, lei, quando seppe del martirio di Giovanni, non poteva non preoccuparsi moltissimo, anche pensando alla sorte che attendeva Gesù. Cosa Gli avrà consigliato?Forse il punto che più mi fa riflettere è un altro. Giovanni ebbe il coraggio di rimproverare duramente Erode per l’adulterio. Eppure, in quei tempi era permesso il ripudio (oggi diremmo il divorzio) anche dalla legge di Mosè (cfr. Dt 24,1-4) e soprattutto Gesù non aveva ancora istituito il sacramento del matrimonio. Molti erroneamente fondano l‘indissolubilità del matrimonio sulla sua sacramentalità. Ciò è davvero fuorviante, perché poi ci porta a non avere la possibilità di affermare che è indissolubile anche il matrimonio civile (penso alla legge del 1°-12-1970 e al referendum del 1974 in cui tanti apparenti cattolici votarono a favore del divorzio e ancora oggi molti presunti cattolici hanno idee confuse sul questo argomento). In realtà, ogni matrimonio è indissolubile anche livello naturale, razionale (cioè non solo per noi cristiani cattolici) e ciò dovrebbe passare anche nell’ordinamento giuridico non per una invasione della fede nel campo dello Stato (una forma di integrismo), ma perché non vogliamo mai dimenticare che alla base del diritto positivo ci deve essere la legge naturale (ne parla molto papa Wojtyla in particolare nell’enciclica “Evangelium vitae”). So bene che il 99% degli uomini di Chiesa (mi riferisco purtroppo anche ai vertici) non trattano questi temi, ma proprio perciò voglio segnalarlo alla vostra riflessione, alla vostra preghiera, al vostro apostolato e alla vostra testimonianza. “Forse” dobbiamo avere il coraggio di pensare e agire anche controcorrente (dobbiamo anche pregare e sperare che la pastorale giovanile e la pastorale familiare siano guidate dal vero Magistero). Forse solo così ha senso oggi “festeggiare” il martirio di questo grande santo.