Pensiero serale 30-07-2025

Stasera vi spedisco quella che mi sembra una piccola, ma intensa scuola di preghiera. È evidente che la preghiera non consiste semplicemente in una formula da ripetere, magari per ricevere ciò di cui abbiamo bisogno, ma è anzitutto relazione, amore, disponibilità. Auguro a me e a voi di avere sempre due grandi maestri nella preghiera e nella vita: lo Spirito Santo e la Vergine Maria.«Signore Gesù, fa’ che la mia adorazione sia un atto di amore, un movimento del cuore e del pensiero: amore e pensiero per te, persona amata, qui presente. La mia preghiera non sia fatta di formule, ma di partecipazione interiore. I miei occhi fissi su di te, il mio interesse incentrato su di te, dicano il mio amore per te. Apri la mia vita a te, così che possa dirti: “Eccomi!”. E aprendomi a te, nascerà il bisogno di comunicare, di pregare, di adorare e di ascoltare. E tutto questo per amore! Sarà un darti del tu, sarà un parlare con te senza posa, con tono familiare e amico; sarà un dialogare con te, col cuore in mano, e con totale fiducia. Se è vero, o Signore, che quando prego ti guardo, è ancor più vero che tu guardi me, con i tuoi occhi colmi d’amore. Si crea allora un incrocio di sguardi: io ti ricordo, tu mi ricordi, io ti cerco e tu mi cerchi, io ti parlo e tu mi parli. Questa, o Signore, è la reciprocità dell’amore. Come con Maria: tu l’hai guardata e amata e lei, in religioso ascolto, ha capito. E ha risposto: “Eccomi, avvenga di me quello che hai detto”» (MATTAVELLI EUSTORGIO, La mia preghiera, in Messa meditazione 2025, luglio-agosto, pp. 466-467.)