In questi pensieri vi spedisco spesso i commenti di padre Vanhoye, biblista e cardinale morto nel 2021, all’età di 98 anni. Oggi la Chiesa ricorda sant’Ignazio di Loyola e quindi, siccome padre Vanhoye è stato anche gesuita, cioè membro della Compagnia di Gesù, fondata appunto da sant’Ignazio, ovviamente la sua riflessione su questo santo è particolarmente ricca e profonda. Le seguenti riflessioni tengono presenti le letture scelte dalla Chiesa appunto per ricordare sant’Ignazio: 1 Cor 10,31-11,1 e Lc 14,25-33.«La personalità di Sant’Ignazio è molto ricca e complessa. Qui ne vogliamo considerare soltanto due aspetti: la grazia che egli aveva di trovare Dio in tutte le cose, e la ricerca perseverante della volontà di Dio, nella luce di Cristo.Ignazio ha avuto la grazia di vedere Dio in tutte le cose, di contemplarlo nella creazione, nella storia; di trovarlo non soltanto nelle cerimonie religiose, ma anche nelle azioni di ogni giorno e in ogni circostanza. Si racconta che egli si commuovesse fino alle lacrime davanti a un fiorellino, perché in esso vedeva riflessa la bellezza di Dio. E incoraggiava i suoi compagni a vedere in tutto la gloria di Dio, a trovare e amare Dio in tutte le cose.Trovare Dio in tutte le cose è un segreto molto importante per la nostra vita spirituale. Dio non è un essere solitario, che se ne sta isolato nel cielo, ma è un Dio presente in tutte le cose del mondo e nella storia. E non soltanto è presente, ma anche agisce in esse, e sempre con il suo amore.La ricerca di Dio, per sant’Ignazio, era una realtà concreta, e non un sogno illusorio. Egli non cercava Dio con l’immaginazione e con la sensibilità, ma voleva trovarlo concretamente: per questo cercava di conoscere in tutte le circostanze qual era la volontà di Dio.Sant’Ignazio era un uomo riflessivo, che esaminava e cercava con pazienza la soluzione più giusta per ogni problema, proprio come dice il Vangelo di oggi: “Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? […] Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?”.Ignazio ha cercato sempre la volontà di Dio, e ha insegnato anche a noi a trovarla nelle azioni che scegliamo di compiere. Se non scegliamo azioni in cui possiamo incontrare Dio, se non scegliamo azioni che possiamo compiere con lui e che corrispondono ai suoi desideri, noi non troviamo veramente Dio e viviamo una spiritualità irreale, velleitaria.Ignazio confidava di poter trovare la volontà di Dio attraverso la preghiera, nelle consolazioni e desolazioni dello Spirito. Quando si trattava di questioni importanti, vi rifletteva per settimane intere, pregava, celebrava le Messe per scoprire la volontà di Dio. Così la sua ricerca di Dio era molto concreta, e altrettanto concreto era il suo vivere con Dio.Tutto ciò avveniva nella luce di Cristo. Ignazio aveva capito che non è possibile andare a Dio senza passare attraverso Gesù. Aveva capito che Gesù è il re dell’universo che ci insegna la via, anzi che è lui stesso la via per giungere al Padre, e che quindi la volontà di Dio la si trova meditando la vita di Gesù e confrontando la nostra esistenza con quella di Gesù. Così, negli Esercizi Spirituali, invece di proporci riflessioni sulla nostra vita, ci fa riflettere sui misteri di Gesù: in questo modo noi veniamo illuminati riguardo alla volontà di Dio.Sant’Ignazio ha avuto un forte desiderio di conoscere Gesù intimamente, di amarlo e di servirlo per sempre e totalmente. Così, alla Storta, in una visione che lo ha colmato di gioia, ha ricevuto la risposta del Padre: “Io voglio che tu mi serva”. Servire il Padre e il Figlio, servire il Padre per mezzo del Figlio, è stata la vera gioia di Ignazio. Egli voleva trovare concretamente Dio, e lo ha trovato nell’essere compagno di Gesù» (VANHOYE ALBERT, Il pane quotidiano della Parola. Volume quarto – Solennità e santi, Edizioni AdP, Roma 2015, pp. 85-87).Sono due i punti sottolineati da padre Vanhoye e che faremo bene a conservare nel cuore: credere fermamente che Dio è presente e agisce nella storia e l’impegno di cercare costantemente la volontà di Dio nelle varie circostanze della nostra vita. Mi ha colpito molto la conclusione delle riflessioni di padre Vanhoye. Egli si riferisce a un’apparizione che sant’Ignazio ebbe in un luogo, a 16 km da Roma, denominata “La Storta”Sant’Ignazio nel novembre 1537 era in viaggio lungo la via Cassia per recarsi a Roma. Si fermò a pregare in una chiesetta e gli apparvero Dio Padre e Gesù (con la croce sulle spalle). Il Padre disse a Gesù: “Voglio che Tu pigli questo per servitore tuo”. Quindi, Gesù si rivolse a Ignazio e gli disse: “Voglio che tu ci serva”. Il santo fondatore dei gesuiti pose così al centro della sua spiritualità l’unione con Cristo e il servizio.Credo e spero che tutto questo possa aiutarci a progredire nella fede e nella sequela di Gesù.