pensiero serale del 04-03-2024

bibbia

Stasera giungiamo alla conclusione delle riflessioni di Martini su 2 Sam 24,1-5, iniziate il 23 febbraio. Ci viene donata con molto equilibrio e saggezza una graduatoria precisa di tutti i beni: il Bene ultimo, cioè il più importante, subito dopo i beni penultimi e, infine, i beni terzultimi. Ognuno, nel silenzio e nella preghiera, guidato dallo Spirito Santo, faccia una bella verifica di vita. Vi segnalo l’importanza della preghiera finale.

«Conclusione

Infine desidero sottolineare che il successo ha una sua importanza ed è una parte del nostro lavoro. Non vorrei, infatti, che cadessimo nell’estremo opposto, nel ricercare il fallimento in quanto tale, mentre l’equilibrio è una caratteristica cattolica. Gesù stesso desiderava che la sua predicazione fosse accolta bene. La gratificazione umana è dunque un bene, non un male, e la spiritualità biblica ce lo insegna.

È tuttavia fondamentale la graduatoria, l’ordine dei valori, quell’ordine che Davide ha perso di vista.

Per questo s. Ignazio insiste sul fatto che dobbiamo vincere il disordine presente nella nostra vita.

Chi pone Dio al primo posto: “Dio, tu sei il mio Dio”, non ha da temere. Se ho scelto Dio come Bene supremo, da cui nessuna forza del mondo – né vita, né morte, né malattia, né sconfitta – può staccarmi, il resto verrà di conseguenza.

Il Bene ultimo è Dio che si comunica, e beni ultimi sono perciò la grazia, la preghiera, la carità. Posto questo primato, ci sono i beni penultimi, riflesso storico dei primi: l’amicizia, la gioia, la lealtà, la fedeltà, la giustizia, il volersi bene, il trovarsi insieme. E i beni terzultimi – che costituiscono dei presupposti naturali degli altri – sono la salute, il cibo, il lavoro, il successo, i risultati buoni, le gratificazioni.

Vedete che anche il successo trova la sua collocazione.

Ciò che il Signore vuole è l’ordine interiore che regnava nel cuore di Davide quando cantava il Salmo 63.

Noi possiamo desiderare i beni terzultimi, possiamo lottare per averli, lamentarci perché non arrivano, sapendo però con chiarezza che i beni ultimi sono altro.

E io credo che, non in teoria, bensì nella pratica quotidiana l’ordine che il Signore vuole è confuso. Perciò preghiamo:

O Signore, mostrami ciò che in me è disordine, confusione. Purifica il mio cuore, ordina i miei desideri, rettifica le mie intenzioni, affinché io scelga prima di tutto Te, Bene supremo, e affinché io veda tutti gli altri beni che sono necessari a me e agli altri, per i quali bisogna lavorare. Signore, tutte le cose del mondo sono belle, ma nell’ordine dell’amore che Gesù ci insegna, che tu, Gesù, nostro Messia, vero uomo e vero Dio, ci insegni con la tua morte e la tua risurrezione» (CARLO M. MARTINI, Davide peccatore e credente, Centro ambrosiano – Edizioni Piemme, Casale Monferrato 1989, pp. 56-57).