Pensiero serale del 11-12-2023

bibbia

Penso che molti non hanno fatto caso all’anniversario che si è verificato a fine agosto: sono passati 70 anni dalla “Lacrimazione della Madonna di Siracusa”. Il Papa pochi giorni fa ha inviato una lettera al Vescovo di quella città. A me sembra molto misterioso il “linguaggio delle lacrime”, ma credo che ognuno farà bene a riflettere, a pregare e a trarne conseguenze.

«Al caro Fratello Mons. Francesco LOMANTO Arcivescovo Metropolita di Siracusa
Sono passati settant’anni da quando le lacrime della Madonna sono state teneramente versate in terra siracusana: tra il 29 agosto e il 1° settembre 1953 dagli occhi della Vergine, raffigurata con il Cuore Immacolato nel quadro posto al capezzale di un letto matrimoniale, sgorgarono infatti lacrime umane. Da allora la Chiesa siracusana ha custodito con premura e con devozione tali lacrime, che spesso raggiungono ammalati, anziani, sofferenti, comunità ecclesiali in varie parti del mondo, come segno della presenza vicina e accorata della Madre di Dio e nostra. Il pianto di Maria mostra la sua compartecipazione all’amore compassionevole del Signore, che soffre per noi suoi figli; che ardentemente spera nella nostra conversione; che ci attende, quale Padre misericordioso, per perdonarci tutto e sempre.
Per noi, tuttavia, si rinnova la domanda del Servo di Dio Papa Pio XII: «Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime?» (Radiomessaggio, 14 ottobre 1954). Per accoglierne il richiamo profetico la Chiesa che è in Siracusa celebra un Anno Mariano: desidero esprimere la mia vicinanza alla Comunità diocesana, unendomi spiritualmente e rivolgendo un cordiale saluto a Lei, Eccellenza, ai sacerdoti, alle persone consacrate e ai fedeli tutti.
Le lacrimazioni avvennero, nel precario contesto del secondo dopoguerra, in una modesta casa di borgata dove dimorava l’umile famiglia di Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in attesa del primo figlio. L’insieme di tali circostanze ricorda l’amore privilegiato del Signore, amante della vita, per i poveri e i bisognosi: la Chiesa sua Sposa non può che conformarsi a tale predilezione. Inoltre il fatto prodigioso, accaduto nell’intimità di una casa, invita a considerare la straordinaria bellezza del focolare domestico, centro di amore e di vita, e a sostenere la famiglia fondata sul matrimonio, ponendone in risalto il valore intrinseco di cellula fondamentale della società e della Chiesa.
Ma le lacrime della Madre continuano a essere versate quando sono discriminati i più deboli e quando dilagano le violenze e le guerre, sconfitte che mietono vittime innocenti. Di fronte alle prove della vita e della storia, specialmente davanti ai preoccupanti scenari bellici odierni, non stanchiamoci di invocare l’intercessione di Maria, Regina della Pace e Madre della consolazione. La sua sollecitudine materna sproni i credenti a costruire e percorrere vie di pace e di perdono, e a farsi prossimi a chi è malato nel corpo e nello spirito, a chi è solo e abbandonato. Conforta la consapevolezza che la Madre di Dio, invocata con il titolo di “Madonna delle lacrime”, ha profuso tante grazie per quanti a Lei si sono rivolti.
Possa questo significativo anniversario favorire nell’intera Chiesa siracusana la grazia più grande, il desiderio di conformare maggiormente la propria vita a Colui che Maria ci indica, il Signore Gesù Cristo, così che sia ravvivata la fede, praticata la carità, testimoniata e suscitata la speranza. Vi sostenga la Madonna, che con voi imploro:
O Vergine Maria, accompagna il cammino della Chiesa con il dono delle tue sante lacrime, dona pace al mondo intero e custodisci i tuoi figli con la tua materna protezione. Sostienici nella fedeltà a Dio, nel servizio alla Chiesa e nell’amore verso tutti i fratelli. Amen.
Mentre chiedo di pregare per me, di cuore invio la mia Benedizione, che estendo a quanti prenderanno parte alle solenni celebrazioni commemorative» (FRANCESCO, 7-12-2023).