Pensiero serale del 8-1-2024

bibbia

In questi giorni successivi alle feste natalizie penso che ognuno debba evitare l’errore di Erode. Egli temeva che con la venuta di Gesù potesse essere sconvolta la sua esistenza. Invece, io temo sempre che le feste di Natale, del 1° gennaio e dell’Epifania si riducano solo in corse, attività, festeggiamenti vari e poi torniamo alla stessa vita di prima, magari solo un po’ più stanchi o (almeno nel mio caso!) con qualche chilo in più.
Un modo utile per vedere gli effetti del Natale è verificare il nostro modo di pregare, l’importanza che diamo alla preghiera, il ruolo che nella vita e nella preghiera diamo all’iniziativa di Dio, al suo ascolto, allo Spirito Santo. Ecco un testo che ci può aiutare in tale cammino non facile, ma affascinante e luminoso.

«Quando vengo a te, Signore Gesù, avrei tante cose da dirti: avrei tanti desideri da comunicarti, tante pene da affidarti. Tante cose da dirti che sarei tentato di pensare solo a me, senza nemmeno supporre che tu hai dei desideri ancor più importanti. Tante cose da dirti che trascurerei la sola necessaria: adorarti senza dire niente in uno sguardo fissato sul tuo essere infinito. Tante cose da dirti che non avrei il tempo di ascoltarti, e tu non avresti più la possibilità di parlare per farti ascoltare. Tante cose da dirti che tu conosci già, e che mi basta offrire al tuo cuore nell’intimo abbandono della mia adorazione» (P. JEAN GALOT).