Pensiero Serale del 8-11-2023

bibbia

Sul sito del Vaticano ho letto le seguenti riflessioni sull’intimo rapporto tra liturgia e carità. È un testo scritto dalle Monache Agostiniane di Montefalco. Le loro parole ci aiutano a riflettere sul fatto che non è possibile amare se non grazie a ciò che il Signore ci dona anzitutto nella liturgia. Viceversa è sempre bene verificare se la nostra partecipazione alla liturgia resta sterile o si esprime in una vita piena di dedizione ai fratelli. È molto bello anche l’episodio raccontato dal cardinale Comastri.

«La forma più alta di irradiazione e di testimonianza resa al Signore è quella della carità. Una partecipazione alla liturgia della Chiesa che non comportasse un accrescimento della carità susciterebbe qualche perplessità. Come ci si può incontrare con l’amore di Dio in Cristo, con la carità del Cuore di Gesù per la quale Egli ha dato la vita sulla croce per noi, e non vivere nella carità? Come è possibile comunicare al Corpo e al Sangue del Signore, fuoco di carità a noi donato, e poi conservare un cuore incapace di donazione? Dalla liturgia non può che scaturire una più grande carità. D’altra parte, non vi potrebbe essere carità senza il radicamento della propria vita nella liturgia e nella preghiera, dal momento che la carità è l’amore stesso di Dio riversato nei nostri cuori.
Un episodio della vita di santa madre Teresa di Calcutta, ricordato dal cardinale Angelo Comastri, può essere di aiuto a non smarrire la relazione intima che lega liturgia e carità, preghiera e carità: “Madre Teresa con le sue ruvide mani strinse la corona del rosario, che non abbandonava mai. Poi mi fissò con i suoi occhi pieni di luce e di amore e mi disse: «Non basta, figlio mio! Non basta, perché nell’amore non ci si può ridurre al minimo indispensabile: l’amore è massimalista!». Non compresi subito il senso delle parole di madre Teresa e, quasi per giustificarmi, risposi: «Madre, ma io da lei mi aspettavo che mi chiedesse: quanta carità fai?». Rivedo il volto di madre Teresa, che improvvisamente diventa serio e poi con parole ferme mi dice: «E tu credi che io potrei fare la carità, se non chiedessi ogni giorno a Gesù di riempirmi del suo amore? E tu credi che io potrei camminare per le strade e cercare i poveri, se Gesù non mi mettesse dentro l’anima il fuoco della sua carità?». Mi sentii tanto piccolo e guardai madre Teresa con profonda ammirazione e con il desiderio sincero di entrare nel mistero della sua anima piena di Dio. Quasi sillabando le parole, ella aggiunse: «Leggi bene il Vangelo e vedrai che Gesù, per la preghiera, sacrificava anche la carità. E sai perché? Per insegnarci che, senza Dio, siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri!” (Dio scrive diritto, San Paolo, p. 79).