Pensiero serale 25-05-2024

Vi spedisco il commento di don Fabio per questa bellissima festa della ss. Trinità.

 

«Santissima Trinità

Mt 28,16-20

La festa della Santissima Trinità può essere l’occasione di un grande malinteso: quello di cercare di “capirla”, ossia di arrivare a un possesso razionale, che peraltro dovrebbe poi trasformarsi in rito. Una cosa del tipo: questa settimana celebriamo di aver capito l’unità della sostanza e la triplicità delle persone divine senza uso di analgesici o sostanze dopanti. Facciamo festa.

E la gente si disinteressa alla Chiesa, perché fa una semplice sintesi: qui si pretende una grande coerenza morale sulla base di un’astrazione cervellotica. Niente vita, nessun calore. Diceva Papa Francesco in una battuta al termine di un incontro con i professori della Pontificia Università Gregoriana che la teologia può essere “come un chiodo da succhiare”.

La celebrazione della Santissima Trinità è ben altro. La fede cristiana è ben altro.

Noi celebriamo la Santissima Trinità per un semplice, luminoso motivo: perché noi cristiani abbiamo fatto esperienza di Dio! Se parlo di qualcosa che in realtà non conosco veramente, sono noioso. Se parlo di qualcosa di bello che mi è successo, ho un entusiasmo contagioso.

Noi parliamo di una cosa bella.

Infatti, dopo il tempo pasquale – che ci ha introdotti nella vita nuova culminata nel dono dello Spirito Santo, che è lo stesso cuore di Dio e irrora nel profondo del nostro essere l’amore di Gesù verso il Padre – è questo il momento per annunziare quel che abbiamo sperimentato – se lo abbiamo vissuto. Sennò meglio ascoltare. Perché questa esperienza non è un fatto burocratico, si accoglie nella libertà e secondo i ritmi dell’iniziativa di Dio.

E se questa esperienza è in noi, cosa ci ha lasciato? Che Dio non consiste in astrazioni o doveri, ma è meraviglia, luce, tenerezza. Noi possiamo sapere della paternità di Dio perché ci sta trattando da figli e non da sudditi, ma soprattutto perché abbiamo incontrato il Signore Gesù e da lui traspariva il Padre. Infatti, viveva ogni fatto come Figlio. Ci ama e va in croce non come un eroe ma come Figlio, e risorge non per coerenza ideale, ma perché Figlio. In ogni atto Gesù ci amava come era stato amato, la sua tenerezza trasudava una immensa tenerezza di cui era oggetto.

Altro è dire a un figlio: credere in Dio e obbedirgli è una cosa dovuta perché lui è il creatore; altro è dirgli: ti regalo la cosa bella che è al centro della mia esistenza, ed è che ho conosciuto la misericordia e la generosità del Padre celeste, sono stato salvato dall’amore del Figlio suo Gesù Cristo e vivo per la consolazione dello Spirito Santo. E allora raccontargli dei fatti della propria vita in cui queste cose si son fatte concrete. Con genitori cosi, probabilmente avremmo una possibilità che i giovani non scappino dalla Chiesa.

Battezzare, in greco, significa letteralmente “immergere”. La Chiesa, per consegnare la gioia della fede, non impone codici etici e sensi del dovere, ma immerge nel nome, nella realtà intima, nel segreto del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Tutto il resto viene come semplice conseguenza» (ROSINI FABIO, Di Pasqua in Pasqua. Commenti al Vangelo domenicale dell’anno liturgico B, San Paolo, Cinisello Balsamo 2023, pp. 114-116).

 

Ovviamente condivido del tutto che la vita cristiana è esperienza dell’Amore di Dio, ma mi permetto di evidenziare che la conclusione sia della Prima Lettura (Dt 4,40) sia del Vangelo (Mt 28,20) ribadisce l’importanza di osservare ciò che Egli comanda. Voglio anche precisare che la vita cristiana non è solo fare esperienza, ma anche ragionare e studiare. A tale scopo voglio porre un piccolo interrogativo: dal credere nel monoteismo oppure nel Dio trinitario scaturiscono conseguenze a livello etico? Se Dio è uno solo (vedi Ebraismo e Islam) oppure è in Tre Persone, cosa cambia a livello morale? Capite bene che, senza un minimo di ragionamento, di studio e di approfondimento, non è proprio facile rispondere a tale quesito, che non ha nulla di astratto o di accademico. Dal fatto che Dio è comunione di Tre Persone scaturisce che Dio è Comunione, che l’uomo è creato a immagine di Dio Comunione. Infine, siccome ha una rilevanza enorme osservare ciò che Egli comanda, disobbedirgli ha conseguenze immense. Non è possibile pensare a una comunione tra Lui e fra di noi, se non adempiamo tutte le esigenze etiche. Infatti, oggi la famiglia è disgregata sia perché non si fa esperienza dell’Amore di Dio sia perché viene del tutto disattesa la legge morale (dalla purezza prematrimoniale alla castità coniugale, dalla fedeltà coniugale all’indissolubilità del vincolo coniugale, alla difesa della vita umana: pensiamo alle piaghe dalla contraccezione, dell’omosessualità, del divorzio e dell’aborto). Spero che, prima o poi, noi Chiesa riprendiamo ad avere il coraggio di trattare questi temi.