Pensiero serale 26-05-2024

Adorare la ss. Trinità non può non farci riflettere sulla paternità di Dio. La comunione trinitaria deve essere un forte pungolo per vivere la comunione nelle nostre parrocchie e nelle nostre famiglie. Perciò ho pensato di spedirvi una preghiera scritta da papa Wojtyla nel 1980 in preparazione al Sinodo sulla famiglia al termine del quale poi egli ci donò la bellissima esortazione “Familiaris Consortio”. 

 

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II 

PER IL SINODO DEI VESCOVI DELL’ANNO 1980

 

«Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei amore e vita, fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, “nato da donna”, e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che sempre si rinnovano.

Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo.

Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno / per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore.

Fa’ che l’amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie.

Fa’ infine, te lo chiediamo per intercessione della sacra famiglia di Nazaret, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia.

Tu, che sei la vita, la verità e l’amore, nell’unità del Figlio e dello Spirito Santo. Amen» (S. GIOVANNI PAOLO II, 15-8-1980).

 

Mi sento obbligato a pensare, in particolare oggi, a san Giovanni Paolo II. Dico, e ripeto continuamente, che è terribile notare che la Chiesa negli ultimi anni si sia dimenticata di lui. Forse io tengo troppo a ricordare gli anniversari, ma sono certo che un uomo, una comunità che perdono la memoria, perdono le radici. E senza radici si perde la propria identità e si smarrisce anche il criterio per proseguire il cammino verso il futuro. Temo che oggi a Salerno pochi ricordino che nel pomeriggio di 39 anni fa egli visitò la nostra città in occasione del IX centenario della morte di san Gregorio VII. L’elicottero scese a pochi metri da casa mia e poi celebrò la s. Messa in piazza della Concordia. Io ero sacerdote da poco più di un mese, e questo evento mi donò una luce immensa; il suo magistero, la sua testimonianza hanno dato un’impronta indelebile nel mio pensiero, nel mio cuore e nel mio ministero.