Pensiero serale del 31-03-2024

Credo che nel giorno di Pasqua, un po’ come nel Sabato Santo, più che ragionare, pensare, scrivere, sia meglio stare in una adorazione silenziosa. In me del resto da molti anni sorgono sempre forti interrogativi, che forse rischiano di turbare la pace che il Signore mi vuole donare. Ve ne indico solo qualcuno. 

 

A chi ci ribatte: “se è vero che Gesù ha vinto il peccato e la morte, perché restano ancora tanti peccati, tanto odio, tanta morte, tanta distruzione?”, cosa possiamo rispondere?

 

Gesù risorgendo ci ha redenti. In Lui convergono risurrezione e redenzione. In realtà, per noi non è così: siamo redenti, non lo dubitiamo, ma non ancora risorti. Che significato, che conseguenze ha questa “piccola” differenza?

 

Lazzaro, una volta risuscitato da Gesù, era visto facilmente da tutti. Invece, Gesù risorto non abbiamo la gioia di vederlo e talvolta siamo tormentati ancora dal buio, dal dubbio, dalle tentazioni, soffriamo nel non poterlo (ancora) vedere. Perché? Come lo posso incontrare, se Lui è vivo? Ed è vivo sicuramente, dal momento che appunto è risorto, anzi è la Vita.

 

Se Gesù risorto ci dà la certezza della vita dopo la morte e incontro una persona che mi ribatte: “Caro amico, questa vita terrena per me è pesante, opprimente, non la sopporto più e talvolta desidero morire e tu mi dici che anche dopo la morte c’è ancora la vita, io ti ringrazio, ma tale certezza della vita che continua anche dopo la morte non mi dà alcun sollievo, anzi aumenta il mio sgomento e la mia angoscia”… Cosa gli rispondo?

 

Sappiamo che Gesù, soffrendo terribilmente e morendo in croce ci ha dimostrato la sua fedeltà al Padre e l’immenso amore per noi. A questo amore immenso cosa aggiunge il fatto che Gesù è risorto?

 

A me pare evidente che in questo giorno tutti, o quasi, si scambiamo gli auguri di “buona Pasqua”. Io temo che ci sia un po’ di superficialità. Che significa davvero scambiarci gli auguri? Cosa davvero possiamo e dobbiamo augurare agli altri e a noi stessi? Quando una Pasqua è davvero “buona”? Quando davvero è vissuta bene?

 

Infine, è importante non solo credere in Gesù risorto, ma dobbiamo essere suoi testimoni. Ma se dobbiamo credere senza averlo visto (Gv 20,29) e se è un testimone falso colui che dichiara di aver visto un evento (per esempio un incidente stradale), ma in realtà non ha visto nulla, come facciamo a essere davvero testimoni di Gesù risorto e vivo?

 

Perché non vi sembrino eccessivi tali interrogativi, vi ricordo che san Pietro nella sua prima lettera non ci esorta semplicemente a sperare ma a saper rendere conto della speranza.

 

«Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (1 Pt 3,15).

 

Dimenticavo: se io non avessi affrontato e risolto queste domande, questi dubbi, io in seminario non ci sarei entrato.